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The Community Builders Project (TCBP) è un nuovo ente del terzo settore che realizza progetti di RIGENERAZIONE URBANA con GIOVANI UNDER 35. Partendo dallo studio della città realizziamo progetti stabili e duraturi di urban design nelle periferie romane.

Dopo anni di formazione e confronto con diverse realtà italiane e internazionali, Francesco Fumagalli, Flavia Cattena e Cosimo Barnaba fondano TCBP che vince il BANDO FERMENTI 2019 del Dipartimento per le politiche giovanili e il Servizio civile universale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, grazie a cui sta realizzando il primo progetto stabile di TCBP: Torrimpietra Builders.

Tutti i progetti di TCBP sono realizzati coinvolgendo GIOVANI UNDER 35 nelle fasi realizzative e di CANTIERE, oltre che in quelle di progetto, in un continuo processo di LEARNING-BY-DOING a ogni livello.

Secondo il modello TCBP, il processo rigenerativo parte dall’Ente, che si fa promotore diretto ed esecutore degli interventi di urban design, e più precisamente:

​1. Sperimenta nuove modalità partecipative dei giovani ed è un laboratorio tecnologico di test e collaudo di materiali e soluzioni tecniche inedite per lo spazio pubblico;

2. E' in rete con grandi investitori che si occupano di progetti filantropici;

3. Promuove gli interventi con le PA locali, regionali e statali;

4. Individua le aree pubbliche da rigenerare secondo criteri di uso reale, visibilità e interesse socio-culturale;

5. Progetta gli interventi con lo studio di architettura Linee Minime, XIII New Italian Blood e vincitore di premi internazionali come l’Iconic Design Award del German Design Council;

6. Realizza gli interventi assicurando i massimi livelli di design internazionale rigenerando i beni comuni esistenti e creandone di nuovi.

Crediamo che i giovani abbiano bisogno di stimoli diversi da quelli attualmente offerti dagli spazi pubblici delle periferie romane: SERVONO SPAZI DI QUALITÀ in cui potersi riconoscere e per potersi dedicare ad attività all’aria aperta, come corsi di yoga, musica, sport, attività libere, esperienze di giardinaggio condiviso.

Il DM 1444/1968 ha definito un preziosissimo limite al consumo di suolo al tempo della speculazione edilizia, stabilendo tra i vari standard urbanistici quello della superficie minima di aree a verde per i nuovi insediamenti. 

Tali aree tuttavia sono state realizzate spesso con progetti poco significativi o completamente in assenza di progetto e oggi si trovano in stato di abbandono o degrado diffuso.

L’attuale bassa qualità di questi spazi genera un senso di disaffezione e frustrazione nei cittadini che non riescono a cogliere le potenzialità del loro territorio generando situazioni di degrado, vandalismo e desiderio di evasione. 

Finora si è trascurata l’importanza dello SPAZIO URBANO DI QUALITÀ, che secondo le ricerche internazionali più consolidate veicola IDENTITÀ VIRTUOSE, ORGOGLIO POSITIVO e AMORE DEI CITTADINI per il loro territorio.

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Progetto finanziato nell’ambito del Bando ‘Fermenti’

dal Dipartimento per le politiche giovanili e il Servizio civile universale.

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